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Sul filo degli affetti: Il sogno di Arianna

“Vi sono passioni che restringono l’anima e la rendono immobile… altre l’allargano e la proiettano fuori.”

Blaise Pascal (1623-1662), Discorsi sulle passioni d’amore

Concerto a Zurigo di Arianna Lanci (mezzosoprano) Verena Laxgang (violoncello barocco) e Chiara Cattani (clavicembalo). Con musiche di J.B. Barrière, A. Bembo, F. Geminiani, E.C.J. de La Guerre, C. Monteverdi, A. Scarlatti, B. Strozzi.

Figura mitologica e letteraria, alla quale si legano fin dall’antichità molteplici letture poetiche, musicali ed iconografiche, Arianna rappresenta nel repertorio vocale di epoca barocca il simbolo della donna la cui cifra è una condizione esistenziale ed emotiva estrema, eccessiva.

L’abbandono cui è condannata diviene la causa di quel pianto inconsolabile che si fa necessariamente canto, veicolando l’intera gamma degli affetti tanto cari all’estetica barocca: i diversi accenti con i quali la principessa cretese viene dipinta musicalmente (la disperazione, il furore, la rassegnazione, il desiderio di vendetta o il perdono) tratteggiano così l’immagine della relicta, evocandone la voce attraverso il testo poetico-musicale.

Come autentica figura del lamento Arianna ci racconta in prima persona la profondità dell’universo femminile con tutta la forza e l’attualità di cui forse soltanto i miti sono capaci, divenendo nell’ambito di questo programma il punto di partenza e insieme il punto di arrivo di un’esplorazione di alcune tra le più raffinate e intense pagine del barocco musicale tra il primo Seicento e il primo Settecento, in un duplice contesto culturale, italiano e francese.

Il concerto prende avvio con il celebre lamento monteverdiano, unica gemma a noi rimasta dall’ Opera L’Arianna, rappresentata nel 1608 al Palazzo Ducale di Mantova. Proprio questo brano, che costituisce una scena teatrale in se stessa autonoma e potente, impose definitivamente il genere “lamento” come uno dei “topoi” più amati del teatro per musica delle origini, conducendo lo spettatore di oggi al centro del nuovo stile di canto monodico fiorito in Italia a cavallo tra il Cinquecento e i primi anni del Seicento: il recitar cantando, dal quale ha avuto origine appunto il melodramma.

PROGRAMMA

Ingresso libero, posti limitati. L’iscrizione è obbligatoria per tutte le persone, cliccando sul pulsante verde sottostante “Prenota ora”, oppure chiamando lo 044 202 48 46. Per annullare la vostra iscrizione, scrivete a iiczurigo@esteri.it

Dove e quando:
giovedì 13 aprile 2023, ore 19.00, Musikschule Konservatorium Zürich (MKZ), Florhofgasse 6, Zürich
Mezzi pubblici: tram no. 3 dalla stazione centrale di Zurigo (direzione: Klusplatz) fino alla fermata “Neumarkt”, a piedi 1 minuto

Facciamo presente che durante i nostri eventi vengono scattate delle foto anche con il pubblico. È la nostra cura non riprendere bambini e minorenni. Se qualcuno non vuole essere ripreso, è pregato/a di mettersi in contatto con noi telefonicamente. Grazie

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