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Milano METROMORPHOSIS – Cronache di una città che sfugge. Fotografie di Simone Cozzi

Alla Photobastei di Zurigo, mostra “METROMORPHOSIS – Cronache di una città che sfugge” del fotografo italiano Simone Cozzi. Introduzione Francesco Ziosi e Jacopo Tondelli.

Milano è una città che sfugge. Sfugge al proprio passato, alla propria immagine, alla propria natura. E, soprattutto, si sottrae allo sguardo di chi la osserva.

La sua estetica è sempre oggetto di una trasformazione a volte impercettibile, spesso radicale. Questa metamorfosi è a volte subita, come nel caso dei violenti bombardamenti inglesi che ne hanno cancellato l’elegante volto ottocentesco; più spesso è auto indotta o per indulgere alla praticità endemicamente meneghina o per adeguarsi al gusto dei tempi, a volte per anticiparli. Basta passeggiare per il centro per trovare, confusi fra loro, strati della città d’epoca romana e poi medievale, edifici neoclassici, il Liberty, il razionalismo, il brutalismo, fino ai moderni grattacieli.

Il visitatore svogliato e prevenuto faticherà a comprenderla e ad apprezzarla pienamente: a differenza di città tutto sommato facili, come Roma, Venezia e Parigi, per fare degli esempi, Milano richiede pazienza, tempo, fortuna, e disposizione d’animo affinché conceda all’osservatore la propria bellezza segreta e non plateale.

Spesso a Milano vengono affibbiate etichette che hanno il gusto rancido del luogo comune: la metropoli grigia e fredda, frettolosa e frenetica; la Milano da bere; la Capitale morale; il polo finanziario della Nazione; Milan cunt el coeur in man; la locomotiva d’Italia; la città operaia, o la patria della moda, dell’editoria e del design.

Da fuori, Milano può sembrare tutto e il suo contrario

È centro e periferia allo stesso tempo: ha un’anima urbana, certo, ma non ha perso del tutto la sua natura agricola e industriale. È una metropoli piccolissima, o un enorme paese.

Non ho voluto fare una mostra iconografica su ciò che di Milano è bello. Mi interessava invece focalizzarmi sulla contraddizione che la caratterizza, cogliendone sì i simboli, quelli nuovi e quelli tradizionali, ma senza tralasciare quelli che sono gli strati sconnessi su cui essa si fonda.

Più che un percorso lineare, questa esposizione è un’esfoliazione irregolare in cui il visitatore potrà esplorare la città strato per strato, rilevandone la discontinuità. 

L’incoerenza che emerge non deve essere utilizzata per mettere in discussione la città, tantomeno per condannarla.

Al contrario servirà a spiegarla ai troppi che la giudicano con eccessiva severità. Perché Milano, piaccia o no, è vitale anche a livello relazionale: aggrega e unisce, rimescola, fonde. O mia bèla Madunina viene paradossalmente declinata con le cadenze più disparate, a dispetto della sua pretesa inospitalità.

È la città dove il socialismo italiano ha emesso i primi vagiti, ma che è in seguito diventata la patria spietata del capitalismo finanziario.

Se in Piazza San Sepolcro è nato il Fascismo, in Piazzale Loreto ha esalato l’ultimo respiro.

Ha dato i natali a un movimento secessionista come la Lega Lombarda, ma più di un secolo prima, insieme a Napoli, ha dettato la rotta del Risorgimento italiano.

È stata il traino del boom economico, e poi ha visto svanire la magia di quegli anni nel boato di Piazza Fontana.

È la città simbolo di tangentopoli e della purificazione tentata da Mani Pulite.

In definitiva è un luogo astratto eppure concreto, capace di sfuggire perfino ai pregiudizi e alle comode banalizzazioni.

(Testo e foto: Simone Cozzi)

 

La mostra ha il patrocinio del Comune di Milano che ringraziamo.

Mostra in occasione della settimana della lingua italiana (SLIM) 2023.

Dove e quando:
Vernissage: 14 settembre 2023, ore 19.00
Mostra: 15 settembre 2023 – 1 ottobre 2023
Orari: mercoledì & domenica: ore 12.00 – 18.00
Giovedì-sabato: ore 12.00 – 21.00
Photobastei, 3. Stock, Sihlquai 125, 8005 Zürich
Ingresso libero

Ingresso libero, posti limitati. L’iscrizione è obbligatoria per il vernissage, cliccando sul pulsante verde sottostante “Prenota ora”, oppure chiamando lo 044 202 48 46. Per annullare la vostra iscrizione, scrivete a iiczurigo@esteri.it

Facciamo presente che durante i nostri eventi vengono scattate delle foto anche con il pubblico. È nostra cura non riprendere bambini e minorenni. Se qualcuno non vuole essere ripreso, è pregato/a di mettersi in contatto con noi telefonicamente. Grazie!

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  • Organizzato da: IIC Zurigo