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Giordano Bruno: Legge e Vicissitudine

Festival Bruniano, II edizione

“Che un profondo bisogno di rinnovamento spirituale penetri tutta l’opera del Bruno – scriveva Eugenio Garin nel suo L’umanesimo italiano – non può in nessun modo negarsi […]. Un afflato religioso traversa tutti i suoi scritti e li infiamma, anche se poi lo induce perfino alla bestemmia della religione cristiana”. L’affermazione ha il merito di porre in evidenza l’importanza dell’elemento religioso nell’economia della filosofia bruniana, tale da risultare indispensabile per la comprensione, da un lato, della cosmologia infinitista e della concezione della natura proprie di Bruno e, dall’altro, dell’antropologia e del valore storico e etico che egli riconosceva alla missione del filosofo.


A partire dalle parole chiave “Legge” e “Vicissitudine”, il convegno si propone di discutere tali due  profili  della  filosofia  bruniana.  Proseguendo  la  riflessione  intrapresa  nei  precedenti  tre


incontri dedicati a Giordano Bruno (19-20 aprile 2013: Giordano Bruno. “Civil conversazione” e


riforma religiosa tra eredità medievale e identità moderna ; 7-8 novembre 2013:“I’allargo i miei pensieri ad alta preda ”. L’infinito di Bruno tra caccia filosofica e riforma religiosa: cosmologia, antropologia, etica, magia; 20-23 febbraio 2014, Verità e dissimulazione. In memoria di Luigi Firpo, maestro agli studi sul Bruno) , le posizioni del filosofo nolano saranno affrontate anche alla luce del pensiero giuspubblicistico e teologico di fine Cinquecento

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